Numerose le librerie coinvolte nel progetto. Clicca qui per approfondire 

Per le librerie interessate al progetto una lettera di presentazione:

Caro libraio,
 
Il panorama editoriale italiano si sta modificando con l’ingresso dei libri digitali (e-book) acquistabili su store (librerie) online e i dati indicano un timido ingresso destinato a crescere anche nel mondo della scuola, dove è già previsto l’ingresso dei libri scolastici in formato digitale, tale da far prevedere una richiesta sempre più ampia di titoli in formato e-book. Sysform Editore realizza e commercializza libri in formato digitale (e-book) nativo (non esistono in cartaceo) con un catalogo di testi per il mondo della formazione degli insegnanti e degli educatori e con libri per adolescenti e per bambini.
 
La caratteristica dei testi è determinata soprattutto dalla ipertestualità (video, audio, link esterni) che rendono i prodotti editoriali non antagonisti del libro cartaceo ma un’occasione di lettura differente. Per questo motivo Sysform Editore ritiene che le librerie rappresentino il luogo fisico dove poter acquistare anche e-book e che i librai rimangono punti di riferimento per i clienti che sono interessati anche alle nuove produzioni editoriali in formato digitale.
Abbiamo quindi attivato e presentato in esclusiva alla Fiera del libro di Torino un progetto di collaborazione con le librerie denominato
 
Smart e-book: gli e-book sullo scaffale

ora gli e-book li trovi anche in libreria

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Info
La voce dei pensieri.La Comunicazione Aumentativa per la persona afasica (Esterina Castaldo) Stampa E-mail
Domenica 28 Novembre 2010 18:45

 

La voce dei pensieri.La Comunicazione Aumentativa  per la persona afasica. di Esterina Castaldo
 
Nel mio lavoro di logopedista lavoro con bambini ma anche con “pazienti neurologici”. Chi sono? Sono pazienti che hanno subito un qualsiasi tipo di incidente al cervello; per voler fare un esempio più tangibile in primis ci sono i pazienti post-ictus, o i pazienti che hanno subito lesioni cerebrali in seguito a traumi cranici, o ancora pazienti che purtroppo sono affetti da malattie neurodegenerative (Morbo di Parkinson, Alzahimer, e altre malattie invalidanti come la SLA- Sclerosi Laterale Amiotrofica). La cosa che maggiormente mi colpisce quando ho davanti questo tipo di pazienti è la loro voglia di comunicare.
Sì, perché la comunicazione nella nostra società attuale è molto importante e una qualsiasi patologia linguistica porta inevitabilmente all’esclusione dall’interazione sociale, sia nello stesso ambiente familiare che nell’ambiente esterno. La loro disperata voglia di comunicare ad ogni costo mi ha spinto a riportare la storia, seppur in maniera diversa dall’originale, di Paolo che ha in comune a tutti i pazienti afasici l’inconsolabile voglia di tornare alla vita che conducevano prima che li colpisse la malattia.
 

Sono oltre seicentomila ogni anno le persone che, per diverse cause, perdono la capacità di parlare. Se poi si considera l'invecchiamento della popolazione, in continua crescita, questi numeri raddoppiano.
Le cause? Un incidente stradale, i problemi di comunicazione nei bambini e negli adulti dovuti a malattie neurologiche, i disturbi del linguaggio, la difficoltà a deglutire.

 

Nell’ e-book ho in esame i benefici che la Comunicazione Aumentativa ed Alternativa sta dando nelle patologie dell’età evolutiva e si è pensato di tentare anche con gli adulti tecniche simili.
Il lavoro è diviso in due parti.
La prima parte comprende tutta una fase teorica in cui si andrà a parlare della Comunicazione Aumentativa ed Alternativa (CAA),  quali sono i modelli che ne fanno parte e a che tipologia di pazienti sono applicati. C’è da dire che in campo afasiologico la CAA ancora non è stata utilizzata, o se lo è non esiste nessuna letteratura in riguardo che possa dare qualche tipo di informazione su quale metodo o che tipo di risposta i pazienti adulti hanno dato. All’estero, invece, in particolar modo in Canada, esistono molti studi condotti sugli afasici e sottolineano i benefici che essi ne traggono dall’utilizzo lento e continuo della CAA.

La seconda parte
riguarda l’individuazione del modello di CAA che si ritiene sia più idoneo per i pazienti afasici. Si racconta del perché si è preferito un certo modello escludendo altri, ugualmente validi. E’ descritto il percorso per costruire una tabella di comunicazione funzionale alle difficoltà di una persona che ha perso l’uso della parola.

 

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