Numerose le librerie coinvolte nel progetto. Clicca qui per approfondire 

Per le librerie interessate al progetto una lettera di presentazione:

Caro libraio,
 
Il panorama editoriale italiano si sta modificando con l’ingresso dei libri digitali (e-book) acquistabili su store (librerie) online e i dati indicano un timido ingresso destinato a crescere anche nel mondo della scuola, dove è già previsto l’ingresso dei libri scolastici in formato digitale, tale da far prevedere una richiesta sempre più ampia di titoli in formato e-book. Sysform Editore realizza e commercializza libri in formato digitale (e-book) nativo (non esistono in cartaceo) con un catalogo di testi per il mondo della formazione degli insegnanti e degli educatori e con libri per adolescenti e per bambini.
 
La caratteristica dei testi è determinata soprattutto dalla ipertestualità (video, audio, link esterni) che rendono i prodotti editoriali non antagonisti del libro cartaceo ma un’occasione di lettura differente. Per questo motivo Sysform Editore ritiene che le librerie rappresentino il luogo fisico dove poter acquistare anche e-book e che i librai rimangono punti di riferimento per i clienti che sono interessati anche alle nuove produzioni editoriali in formato digitale.
Abbiamo quindi attivato e presentato in esclusiva alla Fiera del libro di Torino un progetto di collaborazione con le librerie denominato
 
Smart e-book: gli e-book sullo scaffale

ora gli e-book li trovi anche in libreria

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Info
Manuela Rosci Stampa E-mail
Giovedì 25 Febbraio 2010 11:14

 

Tutti pensano a cambiare il mondo
ma nessuno pensa a cambiare se stesso.
Leone Tolstoj
 
 
 

Manuela Rosci: il mio percorso di vita

 
Sono nata a Roma il 6 giugno del 1957 e poiché sono nata sotto il segno dei Gemelli devo sempre precisare che ho preso l’aspetto artistico, creativo e…non la doppia personalità del segno!
Sono cresciuta in una famiglia tranquilla con l’interesse per i viaggi che facevamo puntualmente ad agosto con la nostra roulotte. Forse saranno state queste sollecitazioni che mi hanno indirizzato al cambiamento, alla ricerca del nuovo…Comunque ero una ragazza timida, timorosa di apparire, a scuola mi sarei nascosta volentieri sotto il banco e l’ansia da esame è durata per tutto il percorso universitario.
Stavo stretta in questa veste, mi sentivo limitata e il mio desiderio era quello di poter vivere senza limitazioni, senza timori, senza il peso del giudizio degli altri … Solo più tardi ho capito che questo mio bisogno era più di un desiderio e la voglia di superare i limiti mi ha spinto a mettermi in gioco.
 Pensavo di diventare architetto e “costruire” palazzi, ho scelto invece di essere psicologa e qualcuno mi ha detto che ho imparato a “costruire” gruppi di persone. Mi piace questa chiave di lettura. Ho cambiato la mia idea all’ultimo anno di liceo, il classico perché all’artistico i miei genitori non mi hanno lasciato andare. A 17 anni ho “incontrato” l’handicap: ho seguito una mia compagna di scuola che faceva la volontaria a casa di Paolo, un ragazzino di qualche anno più piccolo di noi, privo di linguaggio verbale e con importanti problemi motori e distonie – il suo unico movimento era strisciare sul pavimento se aiutato. Ho conosciuto la diversità tramite lui e non l’ho più lasciata.
Non ho iniziato per pietà o perché fossi “religiosa”: ero solo curiosa e mi sono avvicinata ad un mondo che non conoscevo e che mi ha insegnato tanto. L’insegnamento che mi porto ancora oggi è: “Quando ti occupi di qualcun altro i tuoi pensieri e le tue preoccupazioni lasciale fuori dalla porta. Le riprenderai quando esci”.
E’ stato importante perché mi ha aiutata a vivere nel presente, a investire le mie energie nel qui ed ora, ad ascoltare l’altro e rispettarlo … solo più tardi avrei scoperto quanto tutto ciò aiuta.
Non sono stata mai la prima della classe, anzi già dalla prima elementare faticavo a mandare a memoria poesie e la mia lettura non era fluida –lo ricordo chiaramente- ma studiare è forse il filo rosso che mi accompagna ancora oggi, non ho mai smesso … non potrei pensare di essere arrivata da qualche parte che non sia solo una tappa del cammino, e ogni volta ricomincio con più interesse.
 
 

Il mio curricolo formativo: in che cosa mi sono formata?

 
Mi sono laureata in Psicologia -iscrizione all’albo degli Psicologi n°6652- con il massimo dei voti nel 1981 e nel frattempo, oltre a fare sempre la volontaria –anche da Guido, uno splendido ragazzo che oggi ha 37 anni e non ha perso la sua ingenuità infantile e la sua impossibilità a comunicare- mi sono sperimentata con le ragazze preadolescenti nei soggiorni estivi. Intanto ho fatto esperienza di direzione di campi estivi, di selezione di personale, di conduzione di gruppi di animatori e … ho iniziato anche a girare con lo staff per condurre attività di formazione (mimo, burattini, spettacoli teatrali, cartapesta e riflessioni pedagogiche).
 

Queste esperienze e il percorso di laurea con una tesi sugli aspetti fobici delle fiabe – che avevo realizzato all’interno della classe della mia amica Rosa- mi hanno “convinto” che il mio interesse era per i bambini e gli adolescenti e ho capito, dopo la laurea, che per lavorare con loro dovevo entrare a scuola, quella scuola che non avevo voluto scegliere prima, quando i miei genitori volevano che mi iscrivessi alle magistrali. Orrore, a quel tempo!! Così dopo la laurea, mi sono presentata all’esame di maturità magistrale, l’ho conseguito e dopo due mesi è stato bandito il concorso …. Dopo un anno ero di ruolo nella scuola primaria:1983. Non avevo fatto un giorno di lezione (preruolo) e il mio primo incarico – per fortuna- è stato sulle attività integrative, di pomeriggio. Fantastico! Mi sono divertita così tanto perché ho attinto al mio bagaglio di animatrice e anche i bambini si sono interessati ai burattini, al teatrino delle silhouette, al giornalino scolastico, all’allestimento del circo in palestra …. Anche la Commissione di valutazione per confermarmi l’incarico in ruolo, ha apprezzato e mi ha valutato positivamente. L’anno dopo ho lavorato sul sostegno con i bambini disabili in un’altra scuola e i due anni seguenti come psicopedagogista –ERA QUELLO CHE VOLEVO!- in un’altra scuola ancora. Si stavano realizzando i miei desideri!

Nel frattempo la mia vita era cambiata e stava ancora per fare un salto … Nell’84 era terminata una relazione affettiva durata otto anni e due anni dopo ero già felicemente sposata …nell’83 avevo iniziato un mio percorso terapeutico che l’anno dopo era confluito nella prima scuola di specializzazione in psicosomatica …mi sono specializzata nell’88, tre mesi prima che nascesse la mia prima figlia, Giulia.
Precedentemente, il 1 settembre del 1987 sono entrata all’Ufficio Studi dell’ex Provveditorato di Roma e mi sono occupata di …integrazione scolastica. Ho lavorato per 12 anni al GLH Provinciale (Gruppo di Lavoro Handicap) in quanto docente utilizzata presso l’Amministrazione per incarichi di consulenza, progettazione, formazione e intervento nelle scuole di Roma e Provincia sulle tematiche dell’handicap e dello svantaggio. Sono stati anni di grande esperienza formativa: il contatto con tutte le scuole di Roma, i numeri dei disabili sempre più alti rispetto alle altre province, le problematiche da affrontare con dirigenti, docenti, genitori e amministratori sempre complesse. Ho iniziato ha tenere delle riunioni in presenza di molte persone … e mi tremavano le gambe e mi sudavano le mani ma gli altri non se ne accorgevano. In qualche occasione sarei voluta fuggire via …ma non potevo e forse neppure volevo fare. DOVEVO andare avanti. Il resto sembra un gioco da ragazzi. Superata la fase iniziale, è diventato un piacere parlare con le persone e la FORMAZIONE e la COMUNICAZIONE sono diventati elementi imprescindibili nella mia vita tanto da occuparne molto spazio.
 
 

Alcuni incarichi di docenza e direzione di corsi di formazione svolti in questo periodo 

 
In questo periodo mi è sempre più chiaro che per lavorare a vantaggio dei bambini devo collaborare maggiormente con gli adulti che si occupano di loro. Quindi diventano gli adulti i soggetti a cui mi interesso. Sempre in questi anni continuo la mia formazione nella seconda scuola di specializzazione quadriennale in terapia cognitivo - comportamentale e la completo poco prima che nasca il mio secondo bambino, Lorenzo, nel 1993. Precedentemente ho iniziato a svolgere attività di psicoterapia e inizia la mia collaborazione anche con un Centro di riabilitazione che era agli inizi – la Cooperativa di riabilitazione CAR, oggi molto conosciuta sul territorio romano- e lavoro con i terapisti, gli psicomotricisti, le logopediste. Anche questo è un periodo di grande fermento, di ricerca, di sperimentazioni. Ricordo che la condizione più difficile da ottenere era che gli adulti, tutti, si fermassero qualche momento a osservare il bambino che dovevano “riabilitare”, che potessero ascoltarlo e ascoltare se stessi, i propri pensieri e le proprie emozioni   invece di “fare” per cercare di capire e “fare meglio”. Anche con loro ho imparato molto. Nel frattempo, all’Ufficio Studi il lavoro proseguiva intenso, tra gruppi di lavoro e consulenze. E’ di questo periodo il tavolo di lavoro con i neuropsichiatri e gli psicologi rappresentanti le Asl di Roma e Provincia con i quali abbiamo individuato i codici dell’handicap che nell’ambito scolastico dovevano avere un riconoscimento e l’attribuzione di sostegno, perché si trattava delle patologie che maggiormente mettevano in difficoltà l’alunno disabile a scuola. Ancora oggi nelle scuole utilizziamo i codici scelti insieme a quel gruppo di specialisti.
 
Ci avviciniamo così alla fine del secondo millennio e l’allora Provveditore agli Studi di Roma, dott. Paolo Norcia, mi diede l’incarico di Responsabile dell’Ufficio Studi e Programmazione del Provveditorato agli Studi   di Roma, da marzo 1999 ad aprile 2001. Altro che tremarella alle gambe … eppure è stata un’esperienza elettrizzante! A questo periodo risalgono una serie di incarichi affidati dal Provveditore agli Studi per favorire la cooperazione interistituzionale e il coordinamento tra le scuole di Roma e Provincia e le Istituzioni presenti sul territorio.
 
 

Alcuni incarichi svolti in qualità di Responsabile dell’Ufficio studi del Provveditorato di Roma          

 
E’ proprio vero che le responsabilità fanno crescere! E’ stato difficile ed esaltante allo stesso tempo dirigere un gruppo di più di quaranta persone che si occupavano- allora- della progettazione a supporto della scuola romana, composta da più di 700 scuole. Quindi non più solo l’integrazione – anche se rimane il mio interesse primario- ma tutte le proposte che sommergevano la mia scrivania e che provenivano da ogni parte, tutti vogliosi di lavorare per la scuola, sulla scuola, non sempre con la scuola. In quel momento sono diventata molto più consapevole della mia vera identità, forse sostenuta da una vocazione o da un talento che nel tempo si erano consolidati: mi piaceva coordinare il gruppo, anche così grande, anche con colleghi che hanno un po’ “invidiato” e ostacolato il mio mandato, ma i più, la maggior parte del gruppo è stato fantastico, sentivamo l’appartenenza allo stesso gruppo, abbiamo cominciato ad andare tutti dalla stessa parte e l’Ufficio studi è diventato un punto di riferimento per i Capi d’Istituto, i docenti e anche le altre Istituzioni. Sempre affollatissimo, nell’Ufficio al settimo piano si respirava aria di ricerca, e di ricerca di soluzioni, di condivisione e di collaborazione; ogni giorno gruppi di Dirigenti erano con noi per scegliere e valutare insieme le proposte più giuste, l’indirizzo da dare alle iniziative, la condivisione di una grande e vivace scuola romana, lavoro sostenuto sempre dal nostro provveditore Norcia. Ma le trasformazioni della scuola e degli uffici periferici si facevano sentire sempre più alle porte e questo ufficio – forse troppo energico ed esuberante- non era più nei programmi di riassetto e andando via il mio Provveditore non aveva senso rimanere perché …. per incidere, per fare passi importanti e scelte audaci e significative è necessario che chi lavora senta l’approvazione di chi ha il compito di dirigere, che non sia persona spaventata dalla competenza degli altri che sono vicini, anzi che abbia la lungimiranza di favorire la crescita di queste persone. Questo è un altro insegnamento importante: la realizzazione dei nostri desideri – se sono grandi e complessi- è commisurata a quanto sei disposto ad aiutare a crescere le persone che sono con te, e non per te; a quanto credi che la condivisione con il tuo gruppo non toglie a nessuno, anzi arricchisce tutti; a quanto sai riconoscere agli altri la capacità di fare meglio di te.
Altri cambiamenti nella mia vita, e che cambiamenti! All’inizio del 2000 mi separo, dopo quattordici anni di matrimonio, perché a volte i percorsi di vita si allontanano troppo, si cresce con ritmi diversi e quelli che credevi essere sogni comuni, ti accorgi non essere i tuoi. E’ difficile separarsi e chiarirsi dentro, avere idea di ciò che vuoi, e non tanto ciò che non vuoi, permette di affrontare momenti complessi anche con i figli che mai possono condividere questa tua scelta, non è la loro. Devi avere il coraggio di assumerti le tue responsabilità senza delegare ad altri questa incombenza … guardando avanti … ben sapendo che la forza la puoi trovare dentro di te….
A settembre 2001 torno a scuola - presso il 196° Circolo Didattico di Roma, oggi I.C. Via Perazzi- dove ho incontrato la mia Dirigente, Eva Pasqualini, con la quale ho instaurato un sodalizio professionale e anche personale che non mi ha fatto mai rimpiangere il passato, seppur così effervescente. Sono responsabile delle attività di integrazione scolastica e recupero dello svantaggio e gli incarichi che mi sono stati affidati riguardano la progettazione, la formazione e la consulenza per i docenti e le famiglie, il raccordo con le Istituzioni e la rete delle scuole per i temi della disabilità e dello svantaggio.
 
 

Gli incarichi che mi sono stati affidati da quando sono a scuola

 
Ho avuto ancora una volta la fortuna (!?) di incontrare una Persona illuminata, la mia Dirigente, che ha saputo valorizzare le professionalità presenti a scuola, compresa la mia. Io ho messo a disposizione quanto appreso finora, “costruendo” un nuovo gruppo – i docenti di sostegno della scuola- che via via si è arricchito della professionalità dei docenti curricolari, se non tutti, la maggior parte; sono riuscita a costruire nuove collaborazioni e condividere con loro sfide e vittorie nell’ambito pedagogico. Comunque anche in questi anni ho continuato a sperimentarmi in situazioni nuove … Nel 2005 sono volata a Cagliari – per tre mesi nei weekend, presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi- per insegnare “Didattica del lavoro di gruppo e della comunicazione” per il corso Speciale per il Sostegno su sollecitazione del prof. Giovanni Moretti. Sono membro della Consulta delle persone disabili del IV Municipio con l’incarico di rappresentare la componente scolastica del territorio per la scuola primaria dal settembre 2008 e membro del gruppo scuola della Consulta; recentemente ho avuto l’incarico di docenza da parte del Comune di Roma sul tema: “La relazione con le famiglie” nell’ambito del corso-concorso per Educatori degli Asili nido, esperienza che mi ha permesso di avvicinarmi a questo spaccato “prescolare” che ritengo fondamentale.
La mia vita affettiva si è da tempo arricchita dell’incontro con una persona di scuola, tecnologica e vulcanica, determinata e impetuosa, progettuale e…con Maurizio abbiamo dato vita all’Associazione Sysform - Sistemi Formativi e in questi anni abbiamo condotto numerosi corsi di formazione nell’ambito della comunicazione, dell’integrazione, della gestione delle risorse umane, dell’organizzazione scolastica, anche con esperienze di formazione e-learning. A giugno 2007 è uscito il mio libro Genitori si diventa pubblicato dalla casa editrice Giunti di Firenze, stimolata questa volta da mio fratello Massimo. Per il 2010 è prevista un’altra uscita … e si vedrà.
 
 

Le mie pubblicazioni 

Da dicembre 2007 pubblichiamo la rivista www.lascuolapossibile.it

, il risultato di un lavoro di gruppo, della sintonia che si può creare tra le persone, lo spirito di una squadra che gioca dalla stessa parte seppur con ruoli differenti … la Redazione!

Ma i giochi non sono finiti e le trasformazioni continuano, il cambiamento incalza: da gennaio saremo editori anche di e-book per la formazione dei docenti e non solo. Sentirmi elettrizzata è dir poco!
Il presente è questo, per il futuro … provvederò!
 
 

Il modo migliore per prevedere il futuro è quello di inventarlo

 

Alan Kay

 
 
 

Grazie

Manuela Rosci
 

 

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